Yuri Refolo
@Fudo
È MEGLIO LA BOXE O LA KICKBOXING? DISCUSSIONI SULL'ARIA FRITTA Sembra impossibile ma ancora nel 2026 mi tocca leggere di discussioni accese su argomenti come "è meglio la boxe della kickboxing". Mi pare onestamente follia: il discorso è stato ampiamente sviscerato da tempo, ma forse è il caso di ripetere due paroline. Chiunque abbia un minimo di conoscenza e competenza riguardo il combattimento, sia marziale che sportivo, sa benissimo che non esiste una disciplina più forte di un'altra ma solamente un atleta più forte di un altro e che questa forza non è sinonimo di vittoria in uno scontro. Gatti-Ward, o Saenchai-Singdam, o scegliete chi vi pare: ci sono mille casistiche di atleti a pari livello che hanno vinto alternativamente e non si poteva certo dire che uno fosse più preparato dell'altro. Semplicemente, quella non era la sera giusta per lui. Se poi decidiamo di confrontare due sport differenti, la cosa non ha proprio senso: quello che fa la differenza sono le regole sul ring, tatami, gabbia o quelcheé. Se stiamo facendo pugilato e il mio avversario mi butta a terra e mi strangola in un rear-naked choke, viene squalificato e forse anche radiato dalla federazione. Fine. Se in un incontro di kickboxing mi parte una gomitata perché sono convinto di fare Muay Thai, vengo penalizzato o anche squalificato. Fine. Va poi considerato l'aspetto negativo dei match misti: un praticante di Muay Thai si troverà sempre limitato se combatte con le regole del K1, per non poter fare clinch continuo, non poter usare i gomiti o magari colpire un avversario mentre cade. Un praticante di MMA che fa un match di grappling ovviamente non potrà usare la parte di striking, dove magari è più forte, e via dicendo. E allora? Vogliamo comunque confrontare discipline diverse? La UFC l'ha fatto, riprendendo l'antico Pancrazio e il Vale Tudo, e ne sono scappate fuori le MMA. Chi vinceva? Facile: l'atleta più preparato, con quel pizzico di "culo" per l'essere "in serata", da sempre. Ma "più preparato" nelle MMA significa "più preparato in tutto", punto. Che poi atleti con una solida formazione pugilistica o di striking siano più o meno avvantaggiati, è un altro discorso: se finisci a terra e non sai lottare, perdi, fine della storia. Vogliamo confrontare striker di differenti discipline? È pieno di video, presi ad esempio dai sostenitori dell'una e dell'altra disciplina, dove "il thaiboxer rende zoppo il pugile", "il pugile manda a dormire il grappler" e robe così: spesso e volentieri si tratta di match amatoriali quando non illegali, con avversari di peso diverso, preparazione tecnica diversa e via dicendo. Scusate, discutiamo del taglio del peso e del fatto che un avversario è stato scelto "a fine carriera" per evitare rischi nei grandi match tra professionisti, e non siamo disposti a riconoscere che se prendo un pugile che fa boxe da 20 anni ed ha 30 match, lo metto sul ring con un ragazzino alle prime armi nella Muay Thai, con 2 match e magari un peso diverso, il ragazzino si sveglia nello spogliatoio (forse: perché c'è sempre il fattore culo). Di che stiamo parlando, quindi? Di niente, appunto, dell'aria fritta. Senza contare poi che questa differenza praticamente non esiste: molti kickboxer hanno anche esperienza nel pugilato, che alcuni pugili praticano altre discipline per completarsi, che chi fa MMA le pratica un po' tutte anche singolarmente, che chi fa judo spesso pratica jiu-jitsu e bla bla. Se poi parliamo invece di scontri "in strada", lì c'è solo da ridere. Dove non valgono regole, non ci sono round e pause, dove il terreno è scivoloso o inclinato, si indossano abiti o giubbotti, l'area è irregolare e magari ci possono essere armi in mezzo (oltre a mille altri fattori, come la tua ragazza che ti si appende al braccio perché "non devi fare a botte" mentre tu prendi un diretto nei denti). Dài, su. Questi discorsi sono comuni a ogni ambito: in musica, ad esempio, si litiga se sia meglio il virtuoso o il bluesman grezzo e ignorante. Gli architetti si scannano con gli ingegneri su come ideare, disegnare e progettare una casa. È pieno di queste questioni de lana caprina, in tutti i contesti. La vera domanda è: ha ancora senso discuterne?