Morto a 31 anni Grigory Ponomarev per un trombo
Grigory Ponomarev, ex campione dei pesi massimi di AMC Fight Nights, è morto improvvisamente il 20 settembre a soli 31 anni. La notizia della scomparsa del fighter russo è stata confermata dalla stessa Fight Nights e dall'Unione MMA della Russia, mentre nelle ore successive sono emersi i primi dettagli sulle possibili cause della morte.
Grigory Ponomarev, ex campione dei pesi massimi di AMC Fight Nights, è morto improvvisamente il 20 settembre a soli 31 anni. La notizia della scomparsa del fighter russo è stata confermata dalla stessa Fight Nights e dall'Unione MMA della Russia, mentre nelle ore successive sono emersi i primi dettagli sulle possibili cause della morte.
Secondo quanto riferito dall'ex fighter Maxim Divnich, che ha raccontato di aver parlato direttamente con i familiari di Ponomarev, a provocarne la morte sarebbe stato il distacco di un trombo. Divnich ha aggiunto che il fighter aveva avuto problemi alla gamba e al ginocchio, soffriva di alcuni processi infiammatori e aveva recentemente avuto, o stava ancora affrontando, una tonsillite. Le sue condizioni negli ultimi tempi sarebbero state serie.
Già nelle prime ore successive alla morte anche la TASS, citando una propria fonte, aveva indicato preliminarmente un trombo come possibile causa del decesso.
Non risulta tuttavia pubblicato, al momento, un referto medico o autoptico che permetta di ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto. Diversi media hanno parlato di embolia, una possibile conseguenza del distacco di un trombo, ma il dato direttamente riportato dalle fonti vicine alla famiglia resta per ora quello del trombo.
Ponomarev era uno dei pesi massimi più riconoscibili della scena russa. Nato il 18 luglio 1995, era alto quasi 2 metri e combatteva intorno ai 130 kg. Dopo una carriera nelle MMA dilettantistiche che lo aveva portato nel 2018 all'argento ai campionati e alla Coppa di Russia e nella nazionale russa, era passato professionista nel 2020.
In carriera aveva disputato 9 incontri da professionista, vincendone 6 e perdendone 3. 5 delle sue 6 vittorie erano arrivate per KO o TKO.
La parte più importante della sua carriera era stata legata alla rivalità con Yusup Shuaev. I due si erano affrontati 3 volte in poco più di 1 anno. Ponomarev perse il primo incontro nel marzo 2022, si prese la rivincita nell'ottobre dello stesso anno conquistando la cintura dei pesi massimi di Fight Nights con una rear naked choke, quindi difese il titolo contro lo stesso Shuaev nel marzo 2023, fermandolo per TKO nel primo round.
Proprio Shuaev, diventato nel frattempo suo amico, è stato tra i primi a dare pubblicamente la notizia della sua morte.
La carriera di Ponomarev nelle MMA si era però interrotta pochi mesi dopo, nel modo peggiore possibile.
L'11 agosto 2023 aveva debuttato in ACA affrontando Mukhomad Vakhaev nei quarti di finale del Grand Prix dei pesi massimi. Il match durò appena 35 secondi. Dopo una fase di lotta, mentre cercava di rialzarsi, il ginocchio sinistro di Ponomarev cedette piegandosi in maniera innaturale e costringendolo ad abbandonare immediatamente il combattimento. Sherdog registra ufficialmente la sconfitta come TKO per infortunio alla gamba.
L'infortunio si rivelò estremamente serio.
Ponomarev raccontò successivamente che, una volta arrivato in ospedale, i medici avevano riscontrato anche una compressione di un'arteria. Il fighter parlò della rottura del legamento crociato anteriore e di almeno un altro legamento. L'intervento chirurgico previsto dopo l'infortunio fu inoltre rinviato per la presenza di un processo infiammatorio.
Nonostante tutto, il russo cercò fin da subito di tornare ad allenarsi. Nell'ottobre del 2023 raccontava addirittura di aver ripreso a fare boxe mentre aspettava l'operazione, contro il parere di alcuni dei medici che lo seguivano. Il suo obiettivo era rientrare il prima possibile nelle competizioni.
Quel ritorno nelle MMA, però, non sarebbe mai arrivato.
Ponomarev continuò comunque a praticare sport e negli ultimi tempi si era dedicato seriamente all'armwrestling. Ed è un dettaglio importante anche nella ricostruzione della sua morte: nonostante alcuni articoli abbiano collegato il trombo a una lunga immobilità conseguente all'infortunio, Ponomarev era tornato ad allenarsi e a competere.
Il suo nome compare ancora tra gli iscritti alla categoria oltre 105 kg di AMC Armwrestling alla fine di agosto e avrebbe dovuto affrontare Nizami Tagiev il prossimo 26 settembre, appena 6 giorni dopo la sua morte, ad Armatura 13 a Mosca.
Il grave infortunio del 2023, i problemi successivi al ginocchio e i processi infiammatori riferiti da Divnich fanno inevitabilmente parte del quadro clinico conosciuto del fighter, ma allo stato attuale non ci sono elementi sufficienti per stabilire un rapporto diretto tra quell'incidente avvenuto oltre 3 anni fa e il trombo che avrebbe provocato la sua morte.
Fuori dalle MMA, Ponomarev aveva nel frattempo intrapreso una nuova vita professionale. Aveva studiato in ambito sanitario, lavorava nella cosmetologia e continuava a frequentare il mondo degli sport da combattimento, collaborando anche con altri atleti.
Lascia la moglie Dulma Lumbunova, campionessa russa di boxe, e 2 bambini piccoli.
In un messaggio pubblicato dopo la morte del marito, Lumbunova ha raccontato che persino nelle sue ultime ore Ponomarev continuava a preoccuparsi dei propri allievi, scrivendo loro e annotando ciò che avrebbero dovuto fare invece di concentrarsi sulle proprie condizioni.
Una morte improvvisa che ha colpito profondamente il mondo degli sport da combattimento russi e che, almeno per il momento, lascia ancora alcuni interrogativi. La causa indicata dalle persone vicine alla famiglia è il distacco di un trombo; capire se e quanto abbiano contribuito il vecchio infortunio, i problemi alla gamba o altre condizioni recenti richiederà invece informazioni mediche che non sono ancora state rese pubbliche.